Come capire quando si ha il dono della pranoterapia?

Vuoi diventare un pranoterapeuta? Allora scopri in questo articolo come capire quando si ha il dono della pranoterapia.

Se sei capitato in questo articolo è probabile che tu conosca già la professione del pranoterapeuta e che quello che vuoi fare è capire se hai il dono per iniziare a svolgere questa professione. Se invece tutto questo ti è ignaro non preoccuparti, nelle prossime righe daremo una spiegazione generale prima di entrare nel vivo dell’articolo.

La pranoterapia è una disciplina olistica, e quindi non medica, che permette ad un professionista di aiutare i suoi paziente a ripristinare la propria energia vitale.

Ogni persona ha un’energia vitale spesso però a causa di malattie o di situazioni particolari, come stress e ansia, essa viene turbata.

A volte si diventa carenti di energia vitale altre volte si ha un disequilibrio. Per poter vivere bene una persona deve avere un ottimo equilibrio anche nella sua energia vitale ed è per questo che quando si hanno delle problematiche o dei disturbi legati alla sua mancanza si va dal pranoterapeuta.

Il pranoterapeuta è un professionista che pratica la pranoterapia, non è una persona qualunque ma è una persona che dispone di un’energia vitale superiore ai normali standard e questo gli permette di usare parte della sua energia per ristabilire il benessere di altri individui. Ecco perché non tutti possono essere pranoterapeuti, ma solo chi ha questo dono può praticarlo.

Prima infatti di iniziare un qualsiasi corso di questa disciplina si viene sottoposti ad un esame che possa stabilire se si può apprendere le varie tecniche e la pratica oppure no.

In questo articolo ti andremo a parlare delle varie tecniche, come l’esperimento del limone, che ti permetteranno di capire se disponi del dono e se puoi diventare un pranoterapeuta anche tu.

Come capire se si ha il dono della pranoterapia?

Come abbiamo visto nel precedente paragrafo è fondamentale capire se si ha il dono della pranoterapia.

Capirlo ci darà la conferma che possiamo praticare questa professione e questa disciplina olistica, in alternativa non possiamo. La pranoterapia non è una disciplina olistica nuova nel mondo, anzi è molto antica. Viene praticata da sempre e rientra in quelle disciplini olistiche che sono in qualche modo state tramandate di generazione in generazione.

Negli anni perciò le varie tecniche per comprendere se si ha il dono della pranoterapia sono mutate e si sono evolute. Oggi prima di iniziare un percorso di apprendimento delle tecniche di pranoterapia si è sottoposti ad un esame, ma tu stesso puoi scegliere di sottoporti ad uno dei test previsti ed iniziare oggi stesso a capire se hai il dono della pranoterapia.

Sono diverse le tecniche a disposizione nel prossimo paragrafo scoprire quali sono e come si eseguono.

Quali sono i test da effettuare?

Come anticipato ci sono tante tecniche e sono differenti l’una dall’altra, tutte hanno però lo scopo di capire se un individuo ha il dono della pranoterapia e per saperlo non dobbiamo far altro che sottoporci ad uno di questi test che vanno ad analizzare l’energia vitale di una persona.

Molti di questi test oltre a permettere di analizzare una persona e capire se ha il dono della pranoterapia permettono anche di analizzare un cliente e vedere come sta la sua energia vitale. Andiamo a scoprire tutte le tecniche.

La tecnica della Camera Kirlian

Questa tecnica nacque nel 1930 e fu inventata da un fotografo russo di nome Semeyon Kirlian. La tecnica prevede di eseguire una elettro fotografia, all’epoca veniva eseguita in bianco e nero oggi invece a colori.

Questa fotografia permetteva di creare il cosidetto effetto corona grazie alla scarica ad alta tensione e all’alta frequenza che si manifesta tra un oggetto che viene fotografato e la piastra conduttrice di una macchina fotografata. In questo caso viene fotografata la mano dell’aspirante pranoterapeuta.

Ciò che si ottiene è una fotografia della mano che viene circondata da un alone più o meno luminoso da qui si ha modo di capire se una persona ha il dono oppure no.

Questa tecnica però non sempre si ritiene efficace visto che cambiando i parametri della fotocamera è possibile andare a creare un alone più o meno grande, dando perciò un risultato non sempre veritiero.

La tecnica elettroencefalografica

Tecnica elettroencelafalografica o anche chiamata EEG viene presentata dal Dottor Marco Margnelli per conto dell’ANPSI nel 1987.

La tecnica permette di vedere la concentrazione mentale di un soggetto e quindi di analizzare più precisamente il ritmo alfa.

Permette però di analizzare anche altri parametro elettroencefalografici come simmetrica, lobi centrali destro e sinistro, ritmi theta e beta. Secondo il Dr. Margnelli chi è predisposto all’uso della pranoterapia ha un ritmo alfa particolarmente sviluppato e si presenta immediatamente come il soggetto inizia la sua fase di concentrazione. Nelle persone normali invece il ritmo alfa è a livelli più bassi.

Test di psicocinesi computerizzata

Walter Falletti ci presenta invece la tecnica del Test di psicocinesi computerizzata chiamata anche PK. Questa tecnica è stata sviluppata nel 1992 sempre per conto dell’ANPSI ed è stata associata al test EEG.

Il test ha una durata di 10 minuti e viene eseguito al PC, il soggetto deve cercare di influenzare mentalmente il dispositivo elettronico che è collegato al computer. Solitamente il dispositivo elettronico è un generatore di segnali elettrici casuali, sul PC è installato un programma che monitora e disegna la traiettoria della traccia.

Secondo la tecnica il pranoterapeuta è in grado di cambiare la direzione della traiettoria attraverso un’azione psicocinetica agendo sul generatore di segnali.

Test della azione a distanza su un colloide di ossicloruro di bismuto

Il test di cui andiamo ora a parlare è invece stato proposto dall’Università di Milano e da Ansaloni A. e Vecchi P. nel 1991. La tecnica prevede la possibilità di modificare la velocità di sedimentazione di un colloide di ossicloruro di bismuto imponendo le mani sull’acqua distillata per circa 20 minuti. L’acqua che viene ottenuta viene chiamata acqua bioattivata e viene analizzata con il bismuto.

Viene poi messa a confronto con acqua distillata che non è stata trattata. Il risultato che si ottiene è che se si possiede il dono l’acqua subisce una significata modificazione della velocità di precipitazione del bismuto ossicloruro.

Test sulla velocità di sedimentazione del sangue

Sempre nel 1991 e sempre grazie a Vecchi e Ansaloni viene sviluppato questo test di velocità di eritro- sedimentazione chiamato anche VES. Il test prevedeva di applicare lo stesso test eseguito sull’acqua distillata, che abbiamo visto prima, però sul sangue umano.

I vari aspiranti pranoterapeuti devono perciò posizionare le loro mani sopra le provette contenenti sangue umano, sempre senza contatto. Dopo di che si eseguiva il test di sedimentazione esprimendo il risultato utilizzando l’indice di Katz.

Il test dell’azione a distanza sulla velocità di crescita di semi e piante

Sono numerosi gli esperimenti che hanno mostrato quanto questo test sia valido. Ad esempio nel 1959 fu Loehr ad effettuare un test.

Il test prevede che gli aspiranti pranoterapeuti ogni giorno per due settimane trasmettano la loro energia per 20 minuti ad un gruppo di semi.

Il risultato è che se si possiede il dono della pranoterapia i semi e le piante cresceranno molto più velocemente rispetto al normale mantenendo la loro condizione di benessere.

Ora che conosci tutte le tecniche puoi sicuramente scegliere di proseguire il tuo percorso e valutare se hai il dono della pranoterapia oppure no.